Comunicato Stampa

Il Circolo Matteotti di Santa Vittoria (Sestri Levante) ha contribuito, lo scorso ottobre 2018, alla fondazione di una cooperativa di comunità di produzione e lavoro, la Cooperativa Istrice, operante principalmente negli ambiti della cura e manutenzione del paesaggio (manutenzione di boschi e sentieri, muri a secco e ingegneria naturalistica; manutenzione di parchi e giardini).   La cooperativa di comunità, istituita per decreto dalla regione liguria, è uno strumento utile a ricreare un legame economico territoriale a vantaggio della collettivita’ intera. Nella Cooperativa Istrice non ci sono contratti di lavoro con i soci. Solo contratti d’opera e di servizio: non ci sono né lavoratori dipendenti, né lavoratori para-subordinati, ma esclusivamente lavoratori autonomi non imprenditori.     La cooperativa ci permette di lavorare nella forma dell’appalto d’opera e di servizi, aggregando lavoratori autonomi soci e non soci, che mantengono ognuno la propria autonomia. Al contempo, da una rappresentanza formale e sostanziale a tutti quei lavoratori che riconoscono come valori fondanti il “far da se” e il “fare insieme”. Uniti nel fare, e nel disfare, perché per costruire un futuro bisogna prima sognarlo, poi sognarlo insieme; infine, farsi spazio tra le macerie del vecchio mondo in rapido disfacimento.     L’esigenza di dare una risposta concreta e coerente con i nostri ideali alle sfide del nostro tempo, lavoro in primis, ci ha portato al confronto diretto con le problematiche fiscali, burocratiche e legali connesse a tale avventura. Le stiamo affrontando, in autonomia, come una sfida al tempo che corre, cercando di socializzare le nostre scoperte, piantare dei semi e radicare nel territorio un necessario germe di cambiamento.   Anche per questo motivo ci è stato sollecitato un intervento a mezzo stampa, e l’indizione di un “congresso”, aperto al territorio, che affronti nel concreto la spinosa questione del lavoro. È un’operazione decisamente ambiziosa, la posta in gioco è molto alta, anche perché la radio veicola soltanto le opinioni degli “esperti” del mondo del lavoro. Ma noi siamo qui ed ora, e abbiamo da dire la nostra. Quel che mettiamo in campo è la riappropriazione del vivere, delle aspirazioni, del nostro territorio.   Non r-esiduali ma r-esistenti, come omaggio alle lotte di chi si e’ sempre battuto per i propri ideali, per la propria vita e per la propria terra, o per usare una sola parola che le racchiude tutte, per la propria libertà.